Pubblicazione | Quaderni di architettura

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Pubblicazione | Quaderni di architettura
06 febbraio 2026

Forma come relazione, disegno come progetto

Oreste Lubrano e Antonio Villa

Con questa mostra dedicata al disegno nella ricerca progettuale di Dario Costi e alle esperienze condivise con Simona Melli presso lo Studio MC2AA, il DiARC riafferma il proprio impegno nel promuovere appuntamenti critici volti a leggere l’architettura come cifra culturale. L’iniziativa si inscrive in una serie di eventi che valorizzano figure significative del dibattito progettuale e intendono offrire occasioni di riflessione sul progetto, sulla teoria che lo sottende e sulla sua trasmissione.


Al centro dell’esposizione vi è la convinzione che il di-segno manuale costituisca il luogo primario della genesi progettuale. Per lo studente di architettura imparare a disegnare equivale a forgiare lo sguardo: è esercizio dell’attenzione verso la città, il manufatto e il territorio e insieme coltivazione della capacità critica che sostiene il pensiero progettante. 


Negli ultimi decenni il segno a mano ha ceduto spazio a strumenti digitali e parametrici sempre più potenti, i quali hanno indubbiamente ampliato possibilità tecniche e precisione esecutiva. Tuttavia, affidare prematuramente alla macchina la fase ideativa rischia di smorzare la spontaneità del gesto e l’impatto ideativo che scaturisce dall’immediato confronto della mano con la forma. Per questo motivo il disegno a mano non vuole affatto rappresentare un retaggio nostalgico, ma un tempo produttivo imprescindibile: il tratto istintivo e tattile resta il modo più diretto per sperimentare e mettere alla prova un’intuizione, il primo banco di prova del pensiero che si concretizza nel gesto prima di divenire misura e costruzione.


Questa mostra prosegue altresì un percorso inaugurato nell’ottobre del 2025 alla Facoltà di Architettura della Sapienza Università di Roma con la mostra FORMA RELAZIONE | STUDIO MC2AA1, a cura di Gaetano De Francesco, dedicata all’attività dello studio parmigiano fondato da Dario Costi e Simona Melli. In tal modo il progetto espositivo qui presentato amplia e approfondisce quella riflessione, rinnovando l’invito a considerare il disegno non solo come strumento tecnico ma come matrice originaria del ragionamento progettuale che, nel suo farsi, si costituisce quale fondamento della formazione professionale e critica delle nuove generazioni di architetti. 

 

CLEAN EDIZIONI

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