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Palo Petitot e sistemi intelligenti per la Città

disegno tecnico petitot

Il disegno di alcuni pali della luce è una sperimentazione che ripensa radicalmente il significato dell’illuminazione pubblica per le città. Lo fa innanzitutto riconoscendo il ruolo urbano che ogni elemento ha e riportando l’attenzione non tanto su quella che gli addetti ai lavori chiamano armatura (la testa del palo) quanto sullo sviluppo verticale del fusto. A partire da questa premessa abbiamo ragionato su alcune ipotesi in cui la parte terminale del sistema veniva ragionata come conclusione di qualcosa che non poteva essere distinta o indifferente.

Nella strategia delle Smart Grid il palo non può essere più pensato come elemento individuale ma come parte di un insieme integrato grazie al quale attuare nel tempo azioni di controllo dei consumi, di messa in sicurezza delle strade, di raccolta dei dati, di produzione di energia rinnovabile per la rete magari con un’ala fotovoltaica che possa diventare anche veicolo di comunicazione delle iniziative delle città. Il più fortunato tra tutti - lo abbiamo istallato in molte strade della città - è il Palo Petitot che reinterpreta il tema del rapporto tra colonna e capitello costituendosi come un frammento analogico che reinventa le proposte dell’architetto di corte per un Monumento a un condottiero e la Colonna per lo Stradone.

Il sistema prevede che l’armatura sia distinta in due parti: quella esterna distanziata per alloggiare i corpi illuminanti (allora si sperimentavano i primi Led) e quella di innesto del tubo circolare pensata come un alloggiamento di strumentazione. La testa elettronica è pensata infatti per trasformare un semplice palo della luce in un sistema intelligente per la città in cui alloggiare dispositivi di vario tipo - sensori, videocamere, elementi di domotica urbana, dimmer di controllo della luminosità - nella prospettiva di dotare gli insediamenti di quell’insieme pulviscolare di punti di controllo necessari alla concreta attuazione della quarta rivoluzione industriale in ottica di Smart City.

Tecnopali SPA
Parma, 2007-2009
Fotografie di Giovanni de Sandre

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